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tn IMG 1827Quest'anno, per le nostre vacanze, abbiamo deciso di conoscere l'Abruzzo, regione che secondo noi non è abbastanza valorizzata, come d'altronde un po' tutto il nostro povero Paese.
L'Aquila, città bellissima, a detta di  molti,  purtroppo mai visitata prima, abbiamo voluto fortemente vederla ora, come poteva essere dopo il disatroso terremoto del 2009 che l'ha colpita in modo indelebile al cuore. Questa volta è stato il nostro di cuore a stringersi in una forte melanconia nel vederla, dopo sei anni, ancora così martoriata.
Gli aquilani dicono che il lavori sono cominciati solo due anni fa; oggi è vero che si vedono solo cantieri aperti, ma e' stato fatto ancora molto poco: stanno cercando di riaprire il corso principale, ma tutte o quasi tutte le strade laterali sono addirittura chiuse perchè è ancora tutto puntellato da una quantità enorme di putrelle e tubi. I negozi sono in gran parte ancora chiusi e gli unici aperti sono lungo il corso ma con seri problemi di sopravvivenza. Una cosa ci ha colpiti e che naturalmente ci ha ulteriormente avvilito: i palazzi dei poteri forti sono quasi tutti a posto e l'impressione che abbiamo avuto del personale che ci lavora dentro era del tipo "sotto come va, fuori come va?" (Ligabue).
Desta ancora molta impressione vedere la Casa dello Studente ancora sventrata, con le magliette e i ritratti degli studenti, morti sotto le loro macerie, appese alla recinzione.
Sul sentimento degli aquilani in merito all'andamento della ricostruzione della loro città, spicca su una parete di un palazzo in rovina un bellissimo e molto significativo murales in 3D, dove si capisce che il simbolo della città dell'Aquila non è il maestoso rapace che tutti conosciamo, ma un vorace avvoltoio, che si nutre dei mattoni che i cittadini sono costretti a dargli e poi se ne vola via, con una valigetta 24 ore, il cui contenuto è fin troppo facile indovinare. Una grande stretta di mano al disegnatore, bravissimo e, purtroppo, veritiero ed un grande abbraccio a tutti gli Aquilani.